Pubblicato Martedì 8 agosto 2023

Menopausa: quando il vero problema è parlarne.

Perché la menopausa è spesso considerata un tabù ed è un argomento controverso, soprattutto per la società.

Menopausa: quando il vero problema è parlarne.
“Quando per la prima volta mi sono venute le mestruazioni le ho riconosciute perché me ne aveva parlato un’amica. Avevo circa dodici anni e a nessun membro della mia famiglia, maschio o femmina, era venuto in mente che potesse essere necessario avvertirmi del fatto che sarebbe successo, prima o poi. A scuola l’apparato riproduttivo l’abbiamo guardato col binocolo e del ciclo mestruale non se n’è mai parlato.”

Se già il menarca e le mestruazioni sono un argomento che si evita, di cui si parla se proprio si deve e spesso solo quando compare, figuriamoci la menopausa che qui in occidente fa rima con vecchiaia. Ora, bello il passaparola, l’informazione condivisa dal basso, l’amica che si confida e può guidarti perché c’è già passata, ma possibile che di due passaggi naturali e inevitabili nella vita del 50% circa della popolazione mondiale, si parli così poco? 

Ma partiamo dall’inizio. La Treccani ci dice che “Il termine menopausa (composto delle parole greche μήν, "mese" e παῦσις, "fermata"), indica la scomparsa definitiva delle mestruazioni, e quindi dell'attività riproduttiva femminile, dovuta all'esaurimento della funzione ovarica. La menopausa, che nella donna europea interviene all'età media di circa 50 anni, è preceduta e seguita da un periodo di durata variabile, caratterizzato da una complessa fenomenologia neurovegetativa, somatica e psichica che viene indicato come climaterio (dal greco κλιμακτήρ, "gradino").” 

Non possiamo che immaginare questo gradino come una parete di roccia da scalare e, man mano che saliamo, scopriamo qualcosa di nuovo, come la sintomatologia fisica (vampate, secchezza vaginale, dispareunia, squilibri ormonali che possono portare osteoporosi e patologie cardiache, calo della libido), le conseguenze psicologiche dovute anche a questi cambiamenti (come la depressione), gli/le eventuali professionist* da contattare e anche che esiste la menopausa indotta.

Mentre continuiamo a salire, ci sentiamo solo dire da ogni schermo, pubblicità, giornale e social che dobbiamo procurarci la crema anti age, che i sintomi fisici prima o poi passano, che si la libido torna (ma va a capire quando), che ci sono passate tutte, e anche che meglio non dirlo ad alta voce che ci stiamo avvicinando alla parola che inizia con la “M”. 

Sembra quasi che, dopo una certa età, il corpo delle donne diventi argomento tabù nelle conversazioni, nelle rappresentazioni sociali, nei prodotti culturali come serie tv, film o pubblicità. Se c’è qualche narrazione si conta sulle dita di una mano. A meno che non sia per esaltare quanto funzioni bene il tal prodotto che rallenta l’invecchiamento o quanto sia coraggiose tal attrice a non fare interventi di chirurgia plastica. 

Diventa imbarazzante per la società occidentale questo corpo così difficilmente sessualizzabile, così in cambiamento, così lontano dai classici canoni di bellezza a cui ci hanno - quasi forzatamente - abituato. 

Che se ne fa una società - come la nostra, che ha fatto un bel fermo immagine sulla donna di vent’anni depilata, magra, con grandi potenzialità riproduttive, in salute, neanche un centimetro di imperfezione - di una pelle che ha perso tono e compattezza, di un seno non più sodo e florido, di un volto segnato dagli eventi più belli e più brutti della vita, di un corpo totalmente trasformato dal tempo e che biologicamente non può nemmeno più generare? Lo mette sotto il tappeto e meno si nomina, meglio è, nella magica convinzione che basti non dire nulla per far sparire la menopausa, la vecchiaia e le rughe.

La percezione della menopausa come argomento “socialmente accettabile” chiaramente varia a seconda della cultura, della società e del periodo storico. Tuttavia, in molte società, ci sono stati stereotipi e tabù legati alla menopausa che hanno contribuito a rendere difficile discuterne apertamente. La menopausa è spesso circondata da disinformazione e mancanza di consapevolezza.

Inoltre, la mancanza di rappresentazione positiva delle donne in menopausa nei media può contribuire all'idea che questa fase della vita non sia interessante o degna di attenzione. La mancanza di modelli di ruolo e di storie di donne che affrontano la menopausa può rendere più difficile accettare questa fase come parte normale del ciclo di vita di una donna.

E se invece la menopausa, da temibile traguardo, fosse l’occasione di aprire una porta, di illuminare la propria interiorità, di lasciare la superficie ed esplorare la profondità?

Fortunatamente sta emergendo un cambiamento culturale in molti contesti, in cui, soprattutto le donne, cercano di sfidare questi stereotipi e tabù, sostenendo l'idea che il valore di una persona non dovrebbe essere basato solo sull'aspetto fisico; si cerca di educare gli altri e promuovere l'empowerment, affrontando apertamente i cambiamenti che le donne vivono durante questa fase. 

La maggiore consapevolezza, l'educazione e la conversazione aperta possono senz’altro contribuire a rendere la menopausa un argomento da trattare senza stigmi o imbarazzi e soprattutto senza che appaia solamente come un disagio, e ad incoraggiare una maggiore comprensione e supporto per le donne che attraversano questa fase della vita.

Il Poliambulatorio Arbor Vitae offre numerosi servizi dedicati e professionisti qualificati, ed offrire supporto fisico e/o psicologico, per sostenere ogni donna in una fase così delicata della propria vita. Un ambiente accogliente in cui potersi informare e confrontare, insieme alla guida rispettosa e competente dei nostri professionisti, disponibili nel fornire, con sensibilità e cura, conoscenze e strumenti pratici per affrontare la menopausa, così come ogni altra fase della vita, con serenità e senza timori. 

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