Pubblicato Venerdì 23 dicembre 2022

Il Natale come specchio dell’anima

Impariamo ad ascoltare ciò che abbiamo dentro. Per ognuno di noi il Natale ha un volto diverso, personale, emotivamente soggettivo e a volte controverso; non combattiamolo, non obblighiamoci a vivere stati d’animo che in quel momento della nostra vita non ci appartengono. Impariamo piuttosto ad accettare i sentimenti contrastanti che ognuno porta dentro di sé.

Il Natale come specchio dell’anima

Il Natale è un momento particolare che coinvolge un’infinità di emozioni. Il tempo scorre in modo diverso dal solito e ciò che è stato fino a quel momento, sembra quasi il ricordo lontano di un’altra vita. Entriamo in una realtà accelerata e amplificata in ogni sua piccola sfaccettatura e sfumatura. Viviamo qualsiasi situazione più intensamente, pervasi da una sorta di inspiegabile euforia, così insistente e a tratti ingannevole da far emergere, altrettanto inspiegabilmente, emozioni con essa incompatibili. Infatti ognuno di noi, in questo periodo, è stretto in un velo, più o meno consapevole, di leggera malinconia, di tristezza a volte celata anche dietro i sorrisi più puri.

Saranno i colori dorati e le luci accecanti che esplodono in pieno inverno a creare un contrasto così forte di emozioni? Oppure i sensi eccessivamente eccitati per il clima di festa che fanno emergere prepotentemente il dualismo di cui siamo intrisi?

Chissà, ma sicuramente si può dire che durante il periodo del Natale è come se si vivessero l’estate e l’inverno contemporaneamente, proiettati all’esterno, verso tutto ciò che accade intorno, ma allo stesso tempo in ascolto di qualcosa che vibra dentro di noi richiamando all’introspezione.

Introspezione che si traduce per lo più in un senso di malinconia, un filo interminabile che ci attraversa tutti come se fossimo perle di una stessa collana, connettendoci gli uni agli altri e accomunandoci nonostante la diversità di vissuti, situazioni e sentimenti.

Per alcuni di noi si tratta di un lieve manto di neve che scende su un fuoco ardente sciogliendosi, così, molto prima di raggiungerlo, perché il calore umano e la condivisione di questi momenti sono, nonostante la vita non sia mai perfetta, rassicuranti. Per altri il Natale è più difficile da attraversare, perché quel velo di tristezza esplode in sconforto, senso di abbandono, solitudine non desiderata con cui ci si trova forzatamente a fare i conti. Situazione che nel quotidiano viene vissuta comunque con pesantezza è vero, ma che a Natale assume maggior rilievo e diventa bisogno urgente.

Per ognuno di noi il Natale ha un volto diverso, personale, emotivamente soggettivo e a volte controverso; non combattiamolo, non obblighiamoci a vivere stati d’animo che in quel momento della nostra vita non ci appartengono. Impariamo piuttosto ad accettare i sentimenti contrastanti che ognuno porta dentro di sé.

La vita vista nella sua interezza è questo: fasi. E ognuna di esse ha un significato profondo che fa parte del nostro cammino. Ogni condizione umana, infatti, se osservata da lontano, racconta un percorso di vita a cui appartengono circostanze articolate e complesse che non sono mai uguali per tutti e non creano le stesse situazioni: il Natale da soli occupa più spazio nel cuore in un momento in cui la maggior parte di noi si riunisce, sì, ma non conosciamo o immaginiamo i vissuti e gli stati d’animo delle altre persone. Abbiamo tutti all’attivo una battaglia importante e di conseguenza a volte ci sentiamo soli anche quando non lo siamo. Ma è altrettanto vero il contrario, perché stiamo condividendo il cammino con tutti coloro che adesso sono qui, portando avanti la ricerca di quell’essenza universale che appartiene a tutti noi e che spesso viene offuscata dalle esperienze negative raccolte durante il viaggio.

Perciò non sarete soli anche se apparecchierete per uno e nemmeno se, nonostante sarete circondati da calore e affetto, avrete comunque quella sensazione di vuoto.

Starete attraversando una fase del vostro percorso, un momento importante di cui potrete fare esperienza e che avrete l’opportunità di utilizzare per la vostra crescita.

Ricordate che la cosa più importante della vita è vivere. E vivere non comprende unicamente emozioni positive. Fare esperienza della solitudine è vita; comprendere di non essere dove si vorrebbe, è vita che ci scorre dentro.

A Natale non sentitevi obbligati a uno stato emotivo che non vi rappresenta, vivete per ciò che sentite. Ascoltatevi. Fate esperienza della serenità, se ne avete occasione, e ricordatevene anche in futuro la sensazione per ricercarla dentro di voi quando sarà meno naturale; se siete tristi, ascoltate le sensazioni che vi arrivano e fatene tesoro, perché è da lì che si parte per creare le condizioni per capirsi, conoscersi e volersi bene.

Abor Vitae augura a tutti voi un Natale ricco di emozioni di cui far tesoro e di gentilezza verso i vostri vissuti e la vostra condizione, perché ovunque vi troviate in questo momento, fisicamente o interiormente, siete in un luogo di passaggio del vostro cammino, ovvero in un luogo estremamente importante.

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