Pubblicato Lunedì 14 agosto 2023

Dieta mediterranea: se ne parla tanto, ma sappiamo veramente cos’è?

Ne parliamo con il Dott. Massimo Tramonti.

Dieta mediterranea: se ne parla tanto, ma sappiamo veramente cos’è?
La dieta mediterranea è un modello alimentare tradizionale ispirato alle abitudini alimentari delle popolazioni che vivono nei paesi del bacino del Mediterraneo, come Italia, Grecia, Spagna e altre regioni circostanti. Questo stile alimentare è stato oggetto di numerosi studi e ricerche e riconosciuto per i suoi potenziali benefici per la salute. Ma sappiamo veramente di cosa si tratta? 

Ne parliamo con il Dott. Massimo Tramonti.
 

“In realtà ad oggi c’è ancora molta confusione sull’argomento, spesso alimentata da alcune testate giornalistiche o dai media, che pur dovendo fare informazione sembrano in verità un po’ disinformati al proposito. La conseguenza è che tante persone sono convinte di seguire la dieta mediterranea (o simile) ma in realtà stanno facendo tutt’altro.

Il concetto di dieta mediterranea è stato introdotto negli anni quaranta e cinquanta dal dottor Angel Keys, un fisiologo scienziato statunitense. Fu uno dei primi a intravedere i vantaggi per la salute correlati a questa dieta durante la Seconda Guerra Mondiale e fu incaricato dal governo degli Stati Uniti di studiare gli effetti dell'alimentazione su gruppi di popolazione in Europa e Stati Uniti.

Nel suo famoso "Seven Countries Study" (Studio dei Sette Paesi) comparò diete di diverse nazioni. La dieta italiana e quella greca lo colpirono in modo particolare, e scoprì che le popolazioni che seguivano questa alimentazione, chiamata da allora "Mediterranea", avevano una minore incidenza di malattie cardiache e altre patologie croniche rispetto agli americani e alle altre popolazioni Nord-Europee. Questo contribuì notevolmente a diffondere la consapevolezza dell'importanza della dieta Mediterranea per la salute e, nel corso degli anni, ulteriori ricerche hanno portato a scoprire e riconoscere sempre più benefici di questa alimentazione.

In particolare, si è notata una riduzione del rischio di malattie cardiache, un miglioramento del controllo glicemico nel diabete di tipo 2, una riduzione del rischio di ictus e una diminuzione dell'incidenza di alcune forme di cancro. Inoltre grazie all'alto contenuto di alimenti antiossidanti e anti-infiammatori, la dieta Mediterranea può contribuire a ridurre l'infiammazione generale, che è spesso associata a molte malattie croniche. Il tutto senza dimenticare persino una migliore sostenibilità ambientale.

Ad oggi, l'alimentazione Mediterranea è riconosciuta a livello internazionale come uno dei modelli alimentari più salutari ed è stata persino dichiarata patrimonio culturale immateriale dell'umanità dall'Unesco nel 2010.

L'alimentazione Mediterranea fu studiata negli anni 50 del secolo scorso, in particolare in un paesino della Calabria con una popolazione soprattutto di agricoltori. Era quindi un'alimentazione in verità piuttosto povera.

Oggi purtroppo si leggono tante cose inesatte a tal proposito e a volte si pensa di seguire la dieta Mediterranea mangiando spesso latticini di origine italiana, tanto pesce e tanta carne bianca. Questi alimenti sono presenti nella dieta Mediterranea, ma sono in realtà molto limitati, perché la vera Mediterranea è sostanzialmente ricca di cereali, frutta, verdura e legumi e molto povera di proteine di origine animale.

Vediamola dunque meglio.

Lo schema giornaliero di riferimento è quello degli abitanti di Nicotera, in Calabria, appunto negli anni 50-60:

• 450 grammi circa di cereali, principalmente pane e pasta (va tenuto presente che si trattava di uomini che facevano lavori pesanti con grosso dispendio di calorie. Per le donne il riferimento si riduce a poco più della metà)

• 45-50 grammi di legumi

• 45 grammi circa di pesce (una volta ogni 4 giorni circa)

• 45 grammi circa di carne bianca, rossa e/o salumi

• 300 grammi circa di ortaggi

• 40 grammi circa di olio vergine di oliva (più o meno 2 cucchiai, che costituisce tutto l’insieme dei grassi. Insignificanti erano burro e strutto)

• 100 grammi circa di frutta

• 40 grammi circa di latte (praticamente una tazza ogni 5-6 giorni)

• 20 grammi di formaggio (circa una porzione ogni 5-6 giorni)

• 20 grammi circa di uova (ovvero 2-3 uova a settimana, per le donne quantità leggermente inferiore)


Come già detto, il ruolo preventivo è stato messo in evidenza nello studio epidemiologico internazionale sulla cardiopatia coronarica, il Seven Countries study, avviato nel '57 e durato quarant'anni: il tasso di mortalità per cardiopatia coronarica risultò dimezzato rispetto a chi aveva una dieta a base di carne, uova, formaggio, sostanze grasse di origine animale, birra a super alcolici.

Tuttavia dopo 40 anni l’alimentazione della popolazione in studio era significativamente cambiata avvicinandosi molto a quella americana ed europea del nord e purtroppo anche i vantaggi sulla salute erano significativamente diminuiti.

 Angel Keys per circa quarant’anni visse in Italia nel Cilento. Qui proseguì i suoi studi sulla dieta Mediterranea, divenne italiano di adozione e cultore personalmente della stessa alimentazione che aveva studiato. Morì a Minneapolis due mesi prima di compiere 101 anni.”

Il Dott. Massimo Tramonti è medico chirurgo specializzato in diagnostica bioenergetica e iridologica, terapie fitoterapiche e opera da oltre 30 anni sul territorio nazionale.
Ricordiamo che il dott. Tramonti è presente al Poliambulatorio Arbor Vitae per visite iridologiche su appuntamento.



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