Pubblicato Giovedì 1 giugno 2023

Dieta o dietetica: cosa mettiamo in tavola?

Ce ne parla Ramona Frisoni, naturopata.

Dieta o dietetica: cosa mettiamo in tavola?
"Il cibo è uno dei bisogni primari dell’uomo indubbiamente da sempre. 
Ciò che nel tempo si è modificata è la facile reperibilità del cibo stesso che, se da un canto ha risolto il problema del suo approvvigionamento quotidiano, dall’altro ci ha dis-abituati e quindi dis-educati alla sua ricerca. 

Un tempo l’uomo utilizzava i sensi in maniera più raffinata rispetto alla nostra epoca per reperire cibo, lo processava con la vista, osservandone forma e colori, con l’olfatto, annusandolo e comprendendo cosi la sua adeguata maturazione o il deterioramento, il tatto per sentirne la consistenza; lo facciamo ancora oggi ma molto spesso è la vista a vincere fra i sensi…pensiamo alle pezzature uniformi e all’omogeneità dei colori dei vegetali per noi simbolo di “bontà”, al packaging e alla loro disposizione sugli scaffali. Oggi inoltre studiamo i cibi per la loro composizione molecolare, conosciamo perfettamente quante proteine, carboidrati e grassi contengono, qual è il loro indice glicemico, quante calorie apportano. In virtù di un approccio scientifico abbiamo limitato il consumo di alcuni cibi (pensiamo per esempio alle uova considerate causa primaria dell’aumento del colesterolo) e abusato del consumo di altri (pensiamo al grande protagonista dell’alimentazione moderna: il glutine). 

La Medicina Tradizionale Cinese considera il cibo nella sua interezza e per la sua Energia. Una parola, l’Energia, che richiama qualcosa di impalpabile ma il colore del nostro incarnato, la luce del nostro sguardo, i nostri movimenti, il nostro odore sono sua chiara espressione; ecco perché, secondo questa antica forma di medicina, i cibi vengono considerati proprio sulla base dell’energia che emerge dal colore, dal profumo, dalla forma, dalla consistenza, dalla fragranza, dal sapore, dalla loro natura e dall’insieme di queste caratteristiche avranno un organo bersaglio al quale dedicheranno il loro nutrimento. 

Raccontare la Medicina Tradizionale Cinese in breve è molto difficile ma per rimanere nell’ambito dell’alimentazione potremmo dire che, a seconda della quantità di un determinato cibo che assumiamo, questo può sostenere, tonificare o ledere un organo; ecco perché - fatta eccezione per il caso specifico di una patologia che richiede una dietetica particolare - l’atteggiamento più corretto sarebbe quello di considerare la variabilità dei cibi che assumiamo, la stagionalità e il famoso km0, non solo per un discorso legato all’inquinamento ambientale ma anche perché questi sono i cibi che vibrano ad una energia più vicina e simile alla nostra. 

Per entrare più nella pratica possiamo utilizzare la principale delle leggi su cui si fonda la Medicina Tradizionale Cinese: la Teoria dei Cinque Elementi. Essa sostiene che per supportare il fegato si lavora in primavera (che corrisponde all’elemento Legno) poiché è la sua stagione (è in primavera infatti che emergono le difficoltà del fegato sotto forma di stanchezza, allergie, irritabilità…). È consigliato consumare farro, grano e segale fra i cereali; spinaci, agretti, porri e crauti fra le verdure, limoni, pompelmi, arance, mele acerbe, albicocche secche e lamponi fra i frutti; pollame, uova e formaggi non fermentati fra i prodotti animali e aceto come condimento. 

Per sostenere il cuore che tocca il suo apice stagionale in estate (elemento Fuoco) è interessante l’orzo fra i cereali; tarassaco, indivia, bietole, zucchine fra i vegetali; fagiano fra i prodotti animali e camomilla, genziana, cicoria come infusi. 

Continuando sul percorso dei Cinque Elementi, arriva il momento dell' elemento Terra soprattutto nel periodo di transizione fra estate ed autunno in cui gli organi interessati sono stomaco e milza-pancreas che trarranno beneficio dall’utilizzo di miglio e grano saraceno come cereali, datteri, fìchi, ananas, banane, mele, uva secca fra i prodotti vegetali, manzo e uova fra i prodotti animali. 

A seguire il Metallo, con l’autunno, che vede il polmone e il grosso intestino come organi bersaglio e che beneficiano del consumo di avena e riso, ravanelli, cipolla, crescione, aglio, peperoncino, il manzo e cavallo, zenzero, zafferano, curry e timo serpillo e rosmarino. 

Infine l’Acqua, elemento dell’inverno, che soprassiede ai reni e alla vescica urinaria, beneficia del consumo di grano saraceno e leguminose in genere, formaggi fermentati, pesce e maiale, sale marino, salsa tamari, miso, gomasio e la bardana come infuso. 

Una breve linea guida su un argomento ampio e molto complesso che richiede conoscenza del caso specifico, degli alimenti e l’abbandono di pensieri comuni, come il “non ho tempo”, “non sono capace”, o ancora il “non si sa più cosa mangiare” che ci trattiene dal divertirci cucinando e dalla leggerezza che ci farebbe vivere più serenamente la nostra esperienza davanti ai fornelli."
 

Ramona Frisoni, naturopata in formazione continua, insegnante di yoga e meditazione.  
Da sempre appassionata di alimentazione ha approfondito i vari approcci all’alimentazione stessa dalla macrobiotica alla paleodieta, dalla chetogenica alla dieta vegetariana e antinfiammatoria, dalla cucina ayurvedica alla dietetica cinese. Si definisce una “libera cucinatrice” per sottolineare la libertà di spaziare in cucina alla ricerca di un buon connubio fra salute e gusto. Ha tenuto conferenze e corsi di cucina naturale. Esperta in riflessologia plantare e auricoloterapia, oli essenziali, Fiori di Bach.



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