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Disturbi del comportamento alimentare

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Anoressia, bulimia, obesità e altri disturbi...
Una battaglia da vincere con la medicina integrata


Al Centro Arbor Vitae esiste un servizio di medicina integrata per aiutare le persone affette da DCA e le loro famiglie.
Per chiedere informazioni: 0541 24822 - segreteria@centroarborvitae.it

La gamma dei disturbi del comportamento alimentare è ampia, così come la fascia d'età a cui appartengono le persone (donne e uomini, ragazzi e ragazze, bambine e bambini) che ne soffrono. 
Il Centro Arbor Vitae ha messo in campo un servizio dedicato a questa problematica con l'intenzione di essere sempre di maggiore aiuto nell'affrontare questi tipi di disturbi. Il servizio di medicina integrata è composto da psicologhe-psicoterapeute e nutrizioniste che si avvalgono anche della collaborazione di altre figure cliniche in base alla situazione specifica che si va ad affrontare.

Di seguito la descrizione di tali disturbi da parte dei professionisti del Centro Arbor Vitae che si occupano dei DCA:

Disturbi del comportamento alimentare
I Disturbi del comportamento alimentare (DCA), denominati più recentemente “Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione” dal Manuale Diagnostico Psichiatrico DSM V, il quale li descrive come “caratterizzati da un persistente disturbo dell'alimentazione o da comportamenti inerenti l’alimentazione che hanno come risultato un alterato consumo o assorbimento di cibo e che compromettono significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale”.

Il DSM V annovera all’interno della categoria una vasta gamma di disturbi con differenti manifestazioni, ovvero: anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbi del comportamento alimentare con altra specificazione, Pica, disturbo da ruminazione, disturbo evitante/restrittivo della assunzione di cibo, disturbo da binge eating e il disturbo da alimentazione incontrollata.
Essi possono presentarsi singolarmente o in comorbilità con altri disturbi, quali disturbi d’ansia e disturbi dell’umore.

Nonostante la singolarità di ogni caso, il cibo, elemento comune a tutte le manifestazioni dello spettro, è indicatore di problematiche intrapsichiche, familiari e socio- culturali di cui la paziente o il paziente sono portatori.
Sovente lo stato fisico della persona è estremamente compromesso, a causa delle alterate condotte alimentari (ad es. restrizioni alimentari, eccessivo consumo di cibo con perdita di controllo, condotte di eliminazione e/o compensatorie).
Il basso peso corporeo non è pertanto l’unico indicatore dei disturbi dell'alimentazione, in quanto anche in condizioni fisiche di normopeso, sovrappeso e di obesità, si possono presentare disturbi psicologici specifici.

Se non trattati in tempi e con metodi adeguati, i disturbi dell'alimentazione possono cronicizzarsi, con un rischio a carico degli organi interni e apparati del corpo umano (cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, dermatologico ecc.). In casi estremi condurre altresì alla morte.

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione costituiscono un problema di salute pubblica, mutandosi e adattandosi al contesto storico-culturale di riferimento. Attualmente, nell’epoca di una pandemia mondiale in corso, si registra un drastico aumento dei casi, e un abbassamento dell’età dell’insorgenza, che si colloca nell’ infanzia e nella preadolescenza. (Il genere prevalente resta ancora quello femminile, tuttavia con un aumento percentuale dei casi di sesso maschile).

Data tale complessità, risulta fondamentale l’intercettazione di segni e sintomi caratteristici, una diagnosi precoce, per una maggiore efficacia del trattamento e una migliore prognosi.
Un intervento appropriato richiede l’impiego integrato di diverse figure professionali, un’equipe multidisciplinare costituita preferibilmente da: medico internista, psicologo, psichiatra, neuropsichiatra infantile, nutrizionista, e/o dietista, al fine della definizione di una corretta diagnosi e della pianificazione di un trattamento adeguato.

Di seguito, si forniscono alcuni tra segni e sintomi più comuni che se presenti in maniera sistematica e continuativa, possono essere indicatori di un disturbo dell’alimentazione in fase d’esordio o durante il suo decorso.

⇒ Drastiche restrizioni alimentari, attraverso ricorso a regimi dietetici, abolizione di alcuni cibi o di gruppi alimentari, calcolo ossessivo delle calorie degli alimenti, assunzione di grandi quantitativi di sostanze drenanti e bibite dietetiche;
⇒ ossessione per l’esercizio fisico portato all’estremo, e finalizzato prevalentemente alla perdita di peso;
⇒ presenza di abbuffate, ovvero assunzione di grandi quantità̀ di cibo in intervallo di tempo molto breve, associate alla sensazione di perdita di controllo, di senso di colpa e di fallimento.
⇒ vomito autoindotto utilizzato come condotta eliminatoria dopo pasti normali o abbuffate;
⇒ eccessiva preoccupazione per l’immagine corporea, che si manifesta prevalentemente come desiderio di magrezza e controllo frequente del peso e della forma del corpo.

Si sottolinea ancora che tali comportamenti sovraccitati, (che lungi dall’essere esaurienti, costituiscono solo alcune fra le possibili manifestazioni di un disturbo alimentare) da soli, non siano indicatori di patologia, ma debbano essere contestualizzati nella storia individuale della persona e valutati attentamente da un professionista.

Per ricevere ascolto e informazioni si può contattare la segreteria: 0541 24822 - segreteria@centroarborvitae.it 
Rimini viale R. Baldini 15



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