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Accompagnamento al lutto

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Sostegno nella gestione di momenti difficili come la perdita di chi amiamo


Il lutto è un evento drammatico che può colpire duramente le persone. Un lutto non è mai uguale ad un altro anche se possono avere molte caratteristiche in comune.

E' importante poter elaborare i vissuti emotivi e psichici che possono insorgere a seguito di un lutto per poter favorire la resilienza ed un nuovo equilibrio.
Ci sono perdite che ci appaiono più naturali, come ad esempio la morte di un nonno molto anziano, che ben si inserisce nel ciclo di vita delle persone, poi ci sono perdite che ci paiono del tutto innaturali e impossibili da accettare, come ad esempio la morte di un bambino.

Ci sono poi lutti silenziosi, in cui la società richiede che non si debba soffrire e non se ne debba parlare come ad esempio i casi di aborto spontaneo o interruzioni di gravidanza volontarie o la morte di un bambino in utero a fine gravidanza o durante il parto. Invece ogni individuo, grande o piccolo che sia lascia un vuoto incolmabile che ha bisogno di essere colmato attraverso una sana elaborazione di emozioni, ricordi,pensieri e correlati psichici.

Il dolore della perdita di un figlio è sicuramente immenso e difficile da affrontare ma non è impossibile. Così come il superamento di lutti gravi come la perdita di un genitore, un fratello o una sorella, il proprio coniuge o fidanzato, un caro amico o amica.
Al di là del grado di parentela ciò che ci lega alle persone sono i rapporti e la quantità di vita e di amore che ci mettiamo dentro, per questo ogni lutto è un evento unico, perchè riguada una specifica sitazione di vita, che è sempre soggettiva.
A volte può essere necessario l'aiuto di un esperto che ci accompagna lungo il cammino dell'elaborazione del dolore, della mancanza e di altri stati emotivi difficili da gestire. Un percorso da fare verso il recupero della propria vita, di ciò che resta, di ciò che ancoa può essere vissuto, celebrato e migliorato.

Morte di un bimbo prima di nascere:
A seguito di una morte in utero, o di un aborto, la società spesso spinge la coppia a riprovare una nuova gravidanza affinchè il nuovo bambino possa sostituire quello perduto (Questo è ciò che pensa l'immaginario comune).
Un bambino perduto non può mai essere sostituito. Bisogna inserire il proprio figlio amato e perduto nella propria narrazione di genitore orfano, solo così possono crearsi nuovi spazi in grado di accogliere nuovi figli e gravidanze. Se ciò non viene fatto è possibile che insorgano depressione, ansia e altri disturbi legati al trauma della perdita.

Se non possiamo curare la morte possiamo però prenderci cura di ciò che resta. Per quanto innaturale e inconcepibile possa essere la perdita di un figlio, i genitori devono avere la possibilità di elaborarla ed integrarla nella loro narrazione di vita così che possano sorgere nuove equilibri e possibilità di genitorialità. Si può essere genitori tra cielo e terra....


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