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Stati d'animo ed emozioni: è possibile imparare a gestirli e controllarli?

06/07/2022

"Disinnescare" sentimenti ed emozioni negative che ci travolgono e ci fanno perdere il controllo è possibile. Ma come fare?

"Una cosa importante l'ho imparata.
- Cosa ?
- Saper disinnescare.
- Cioè ?
- Non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia. Non credo che sia debole chi è disposto a cedere, anzi, è pure saggio. Le uniche coppie che vedo durare sono quelle dove uno dei due, non importa chi, riesce a fare un passo indietro. E invece sta un passo avanti."
Tratto dal film "Perfetti Sconosciuti"

Gestire e comprendere stati d'animo ed emozioni è POSSIBILE?

Nella nostra sfera emotiva si accumulano strati su strati di ricordi e apprendimenti dovuti alle nostre esperienze passate. Nel momento in cui non riusciamo a regolare o controllare, di fronte ad un evento o ad una situazione, il modo in cui reagiamo emotivamente, possiamo essere un problema per noi stessi o per gli altri, in quanto questo ci porta a non porci freno o limiti. Quelle emotive si chiamano non a caso reazioni perché sorgono al nostro interno, nel nostro inconscio, senza che noi lo vogliamo o le decidiamo. Arrivano senza chiedere il permesso. E se le emozioni generalmente ci predispongono all'azione, è facile immaginare quale può essere il rischio di un totale abbandono ad esse: fare quello che si è sempre fatto e andare incontro ai soliti problemi.
Come mai alcune persone reagiscono sempre nello stesso modo in alcune situazioni? E come mai non riescono a smettere di farlo, anche quando le conseguenze sono sempre decisamente negative?

Non è affatto facile comprendere e gestire i propri stati d’animo e le proprie emozioni. Esistono persone estremamente calme, razionali e riflessive che riescono a dominare i propri impulsi, le proprie emozioni e le proprie reazioni, riescono a non perdere la lucidità e la padronanza di sé, e riescono a mantenere una stabilità emotiva, anche nelle situazioni più difficili. Mentre esistono persone più impulsive, istintive e precipitose; per esse risulta arduo mantenere la calma e il controllo, non lasciarsi completamente trasportare dall’emotività o dal sentimento di circostanza; come risulta difficile, in conseguenza ad un’azione scatenante, riuscire a pensare con ragionevolezza e resistere all’indole irrefrenabile di reagire irrazionalmente e impulsivamente.

Ciascuno di noi ha imparato, nel tempo, a rispondere a stimoli, a parole, atteggiamenti o particolari dinamiche con delle “risposte automatiche”. Generalmente, questi stimoli a cui veniamo sottoposti, attivano in noi un qualche stato emotivo spiacevole: ansia, tristezza, rabbia, frustrazione, sensazioni di inadeguatezza, dolore. Nell’attimo in cui questo accade, in alcuni di noi si innescano meccanismi che portano ad avere una reazione istintiva ed impulsiva immediata che impedisce quasi di ragionare; è quasi come fosse un fuoco interiore che ci accende, il nostro cervello viene totalmente offuscato, non riusciamo a ragionare razionalmente, non riusciamo a pensare a ciò che il nostro modo di agire potrebbe provocare, non riusciamo a mantenere la lucidità e dare risposte ponderate dove si distinguono conseguenze a breve e a lungo termine. Ciò che ne consegue, quindi, è un tentativo disperato e malriuscito di gestire queste stesse emozioni negative, una spasmodica ricerca di proteggersi, una autodifesa personale, per evitare un dolore certo e spesso già vissuto. Si tratta, per l’appunto, di reazioni automatiche, che inconsapevolmente si scatenano di fronte ad alcune situazioni-stimolo e che sembrano lontane da qualsiasi possibilità di controllo, apprese nel corso del tempo; soluzioni adottate in passato e che in qualche modo si sono rivelate efficaci nello smorzare o nell’eliminare la nostra sofferenza, la nostra rabbia, a calmare l’impulso emotivo del momento, o anche semplicemente a trovare uno sfogo immediato. A volte la nostra “soluzione” comporta ripercussioni decisamente peggiori della sofferenza che cerchiamo di allontanare, ma in quei momenti non riusciamo a pensare a nulla se non a proteggere noi stessi, con tutti i mezzi possibili e ad ogni costo. Non siamo quasi mai consapevoli del perché reagiamo proprio con quella modalità, eppure tendiamo a riproporla ogniqualvolta ci troviamo di fronte a uno stimolo scatenante. Sappiamo bene cos’è che innesca la miccia che ci porterà poi ad esplodere e sappiamo anche che per quanto ci proviamo non riusciamo a fare nulla per evitarlo.

E allora come facciamo a cambiare le nostre reazioni emotive e come possiamo imparare a gestirle in maniera più corretta e consapevole?
Ogni situazione di disagio comporta un carico emotivo più o meno elevato. E’ proprio la capacità di affrontare il dolore in modo sano che permette alla persona di trovare le soluzioni più adatte per superarlo. Anche se automatiche, queste reazioni non sono inevitabili. Portando un po’ di attenzione a quel momento, possiamo decidere di rispondere in modi diversi. Col termine regolazione emotiva si è soliti fare riferimento a una serie di strategie e comportamenti messi in atto dall’individuo per regolare l’emozione provata in un dato momento.

Il primo passo per gestire le emozioni è l’autoconsapevolezza, ovvero conoscere le proprie emozioni, i propri bisogni, le proprie risorse, il proprio modo di reagire nelle situazioni e nelle relazioni. Questo ci aiuta a vedere le situazioni in modo più chiaro e a cogliere quando le cose non vanno come vorremmo, prendendo contatto con le nostre emozioni. La capacità di sentire e capire le proprie emozioni, è il primo passo per riuscire a regolarle, anche in situazioni più avverse.
La consapevolezza serve a:
• riconoscere le nostre dinamiche interne, funzionali e disfunzionali;
• riflettere sul nostro modo di reagire di fronte al carico emotivo;
• cercare nuove strategie di reagire di fronte al malessere;
• mettere in pratica il cambiamento.

Il secondo passo, che viene di conseguenza, è l’autoregolazione: se sappiamo modularci e regolarci da un punto di vista emotivo interno, allora possiamo influire sul mondo esterno e uscire da uno schema di comportamento o di pensiero che prima prendeva su di noi il sopravvento e ci dominava. L’autoregolazione ci permette di prendere decisioni migliori e ad essere resilienti di fronte ai momenti difficili.

La motivazione è senza dubbio fondamentale: ci aiuta ad essere determinati rispetto a ciò che vogliamo davvero e a prefissarci degli obiettivi da raggiungere. Il voler interrompere quelle nostre temute dinamiche, che nel tempo ci hanno solo ulteriormente inasprito, portato problemi e allontanato dalle persone che amavamo, e la ricerca di pace e benessere sia nostro che per le persone che ci stanno attorno, sono generalmente i caposaldi, gli incentivo per eccellenza e la spinta che ci da la carica necessaria per affrontare il nostro percorso e cambiamento interiore.

Anche l’empatia ci da una mano in questo senso. Provare a comprendere i sentimenti di chi ci sta accanto, quello che le nostre reazioni possono causare, quanto e come possano ferire, è indispensabile per intraprendere questo cammino e portarlo a termine nel modo migliore.

Imparare a gestire le proprie emozioni non significa quindi cambiarle, bloccarle o soffocarle ma significa avere il coraggio di guardare da vicino il nostro mondo emotivo senza lasciarsi travolgere o distruggere. In questo ambito lo psicologo è un supporto necessario, per un semplice motivo: modificare le proprie dinamiche interne è molto più difficile che strutturarle.

Al Centro Arbor Vitae sono presenti psicologi e psicoterapeuti, uomini e donne, con differenti approcci terapeutici, proprio per poter offrire la risposta più consona alla gestione dei propri stati d'animo, al ritrovamento dell'equilibrio e al superamento della situazione problematica.

Per informazioni o appuntamenti: 0541 24822 - 328 9733044 - segreteria@centroarborvitae.it
Il servizio è attivo a Rimini, Riccione e Savignano sul Rubicone.
E' possibile svolgere anche sedute on-line.

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