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Autostima, viene dal passato e vive nel presente

09/02/2022

La nostra autostima è aderente a chi siamo veramente?

"L’autostima è difficile da descrivere, da identificare, da analizzare: perché è “mobile”, è funzione del passato, delle esperienze già fatte, ma anche di quelle che stiamo vivendo"
(Willy Pasini)

Si sente spesso parlare di "autostima":

"Ho poca autostima", oppure "Quella persona ha troppa autostima".
In base a cosa riusciamo a giudicare la giusta quantità di autostima? E' davvero qualcosa che si può misurare, o forse occorrerà chiedersi più precisamente di cosa parliamo quando parliamo di "autostima"?

In letteratura è stata definita come "L'insieme dei giudizi valutativi che l’individuo dà di se stesso" (Battistelli, 1994).

Ma da dove nasce questo sistema di giudizi? Secondo William James (cit. in "Bascelli e all", 2008), l'autostima è la risultante dal confronto tra i successi ottenuti e le aspettative che si avevano rispetto ad essi.
Cooley e Mead definiranno poi l’autostima come qualcosa che si costruisce durante la propria vita come una sorta di valutazione riflessa di ciò che gli altri pensano di noi, mettendo quindi al centro l'interazione.

In parole povere si potrebbe dire che l'autostima è l'opinione che abbiamo di noi stessi, che prende forma in base ai nostri successi/fallimenti e in base a ciò che crediamo gli altri pensano di noi.
Non è facile dare una definizione esatta, in quanto è un concetto non semplice da "incasellare", ma è di certo una componenete costante della nostra esperienza di vita.

Quotidianamente noi pensiamo, ci esprimiamo, agiamo in base alla propria cosiddetta autostima, il punto centrale è riuscire a rispondere a queste domande:
Abbiamo autostima oppure no?
Com'è il giudizio che abbiamo di noi stessi?

Ci frena o ci sprona a vivere esperienze?

A volte è sottile il confine tra la giusta misura personale delle azioni (che nasce da processi di discernimento) e il fermarsi perchè "non ce la sentiamo", perchè pensiamo che falliremo in base a pre-giudizi verso noi stessi.
Quando la nostra autostima riflette davvero chi siamo e il nostro operato? E quando invece non è veritiera, sproporzionata rispetto alle nostre capacità e/o risultati?

E potremmo chiederci: dopo insuccessi e sbagli, è possibile ricostruire la propria autostima e ripartire?
E ancora: perchè ci sono persone che hanno tanta autostima nonostante si siano macchiate di azioni dannose verso gli altri? E altre che nonostante gli ottimi e benefici risultati hanno un giudizio negativo verso di sè?

Come sempre, il mistero dell'essere umano ci avvolge: ogni persona è un "caso" a sè.
Ogni uomo e donna vive le proprie esperienze e si arricchisce di esse in modo squisitamente personale e unico.

Quello che importa, al di là delle differenze (che si possono cercare di comprendere), è cercare di essere in un cammino di vita che sia sempre più soddisfacente in cui le potenzialità fioriscono e le paure si integrano e si superano, così come i fallimenti, le sofferenze e gli sbagli.

Il livello di felicità che sperimentiamo ci dà la misura del punto in cui siamo del nostro cammino: ci sentiamo felici o stiamo soffrendo? Sentiamo che qualcosa in noi ci danneggia e ci limita?
L'autostima ci parla di come vediamo noi stessi e a volte può essere causa di azioni autosabotanti oppure di comportamenti eccessivamente rischiosi, per noi e per gli altri.

L'autostima può essere freno o può essere spinta.
Molte persone iniziano percorsi di sostegno psicologico proprio per mettere a fuoco la propria autostima, per comprenderla e per vedere veramente se stessi in un ottica positiva, di apertura, di reali possibilità.

Non è una novità che il giudizio verso se stessi può essere condizionato da vari elementi, che possono essere anche questi integrati, sciolti alla luce della consapevolezza, per poter affrontare il resto della vita in modo più aderente alle proprie potenzialità e ai propri desideri.

Informazioni:
Presso le sedi di Rimini, Riccione e Savignano sul Rubicone, sono attivi i servizi di sostegno psicologico che offronto diversi percorsi terapeutici in base alla singola situazione. Per richiedere informazioni o un primo appuntamento:
0541 24822 - segreteria@centroarborvitae.it

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