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Ansia Sociale

20/04/2022

Cos'è? Quali sono le cause? Quali comportamenti vengono attuati quando ne soffriamo e che conseguenze hanno su di noi?

Cosa prova una persona che soffre di ansia sociale? Quali sono i canoni di comportamento, le reazioni e le conseguenze a cui porta questo disturbo?
Il Dott. Giovanni Davì, psicologo e psicoterapeuta cognitivo comportamentale, in questo articolo tratta la problematicità di queste situazioni.

"L'ansia sociale è un disturbo d'ansia caratterizzato da una condizione di ansia significativa suscitata dall'esposizione a determinate situazioni interpersonali o di prestazione in pubblico, nelle quali la persona è esposta al possibile giudizio degli altri. Tale condizione di ansia prevede un'attivazione fisiologica che i può manifestare in vario modo; ad esempio, con tachicardia, tremori, sudorazione, arrossamento mal di testa, bocca secca, nausea, tensione muscolare. 
La voglia di fare bella figura e il timore di essere criticati (e rifiutati) sono esperienza che accomunano tutti noi. L'ansia che proviamo in situazioni nelle quali siamo giudicati da altre persone (ad es., un esame universitario, un colloquio di lavoro, il primo appuntamento) è un'emozione che tutti noi conosciamo bene e che è normale provare. La letteratura scientifica ha ampiamente dimostrato che un certo grado di ansia (né troppo elevato, né troppo basso) contribuisce ad avere prestazioni ottimali. Non vi è un confine netto tra ansia "normale" ed ansia patologica. Possiamo ragionare in termini di continuum ai cui estremi troviamo, da un lato, le normali esperienze di ansia sociale, come quelle provate in situazioni che prevedono una nostra performance, e, dall'altro, esperienze di ansia sociale significativa che possono compromettere il funzionamento ed il benessere della persona. Possiamo parlare di Disturbo d'Ansia Sociale quando la persona si sente come se avesse sempre gli occhi (e le dita) degli altri puntati addosso, anche in situazioni che non prevedono necessariamente un giudizio, come, ad esempio, andare al ristorante, entrare in un negozio, chiedere un'informazione, chiacchierare con i colleghi. Le persone che soffrono di tale disturbo temono di potersi comportare in maniera tale da essere umiliati, oppure possono temere che gli altri possano accorgersi della loro condizione e che la giudichino come una incontrovertibile manifestazione di debolezza, di inadeguatezza, oppure ridicola.
L'ansia sociale può manifestarsi in diverse situazioni: 

  • durante le interazioni sociali (ad es., nel fare nuove conoscenze, nell'intrattenere una conversazione);
  • quando ci si sente osservati mentre si compie un'azione (ad es., mentre si scrive, mentre i mangia o mentre si beve in pubblico);
  • nell'eseguire una performance davanti ad altri (ad es., tenere un discorso, intervenire durante una riunione per porre una domanda)

 Le persone con Disturbo d'Ansia Sociale mettono in campo alcune strategie per poter controllare tale condizione d'ansia. Strategie che, tuttavia, si rivelano disfunzionali e contribuiscono al protrarsi nel tempo del disturbo. Quella maggiormente utilizzata è l'evitamento, cioè il sottrarsi dall'affrontare una o più situazioni sociali stressanti, rinunciandovi. Se nel breve periodo contribuisce certamente a provare un sollievo dall'ansia percepita, nel lungo periodo, tuttavia, compromette il raggiungimento di scopi personali e il portare avanti una vita soddisfacente, incidendo in maniera significativa sul benessere della persona. Un'altra strategia consiste nel mettere in atto quelli che vengono definiti "comportamenti protettivi", manifestazioni comportamentali che la persona mette in atto nel momento in cui affronta la situazione temuta con il fine di nascondere l'imbarazzo e proteggersi dalle conseguenze catastrofiche attese. Esempi possono essere lo sfuggire al contatto oculare per evitare di avviare conversazioni, utilizzare molto trucco allo scopo di nascondere il rossore del viso, non togliere la giacca per evitare di far vedere la camicia bagnata di sudore, pensare più volte a cosa dire per evitare di dire la cosa sbagliata. Anche in questo caso, nel breve periodo abbiamo una effettiva riduzione dell'ansia provata e la possibilità di affrontare la situazione temuta; tuttavia, nel lungo periodo, tali comportamenti non consentono di percepirsi come una persona capace di gestire queste situazioni. Un altro tipico comportamento protettivo è costituito dall'utilizzo di sostanze (assunzione di alcol, cannabis, ansiolitici) che possono ridurre il livello d'ansia provata, dando alla persona l'impressione di maggiore controllo della situazione. 
L'utilizzo protratto nel tempo sia dell'evitamento che dei comportamenti protettivi impedisce alla persona di scoprire ed apprendere modi più funzionali, flessibili ed efficaci di gestione dell'ansia sociale.

Come ci ha spiegato l’esperto, l’ansia sociale è un problema che riguarda allo stesso tempo emozioni, pensieri e comportamenti, che se non individuato e affrontato può provocare conseguenze negative a chi ne soffre. Superare i disturbi causati dall’ansia sociale è possibile, seguendo un percorso specifico composto da differenti fasi graduali, che porterà il paziente a possedere gli strumenti per gestire l’ansia quando si presenta e affrontare le situazioni con maggiore tranquillità e padronanza .

Dal 4 maggio partirà a Rimini il progetto dedicato all'ansia sociale e a come affrontare i timori, le paure e e ansie che minacciano la vita in collettività.

Il 27 e il 29 aprile il dott. Giovanni Davì svolgerà incontri preliminari gratuiti in vista del percorso in partenza.

Potete trovare i dettagli qui:

https://www.centroarborvitae.it/it/corsi/eta-adulta/affrontare-ansia-sociale-gruppo-sostegno-rimini.html

Al Centro Arbor Vitae si può contare su numerosi professionisti nel sostegno psicologico e clinico, è sufficiente contattare la segreteria (0541 24822 - segreteria@centroarborvitae.it).
Il servizio di supporto è attivo nelle tre sedi di Rimini, Riccione e Savignano sul Rubicone, ed è possibile richiederlo anche on-line.

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