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Alcool, droga, fumo, internet: risposte sbagliate a giuste esigenze

24/01/2022

Dentro le dipendenze chimiche e comportamentali

Alcool, fumo, droga, social, relazioni: PERCHE' LA DIPENDENZA?
Abbiamo provato a dividere le motivazioni, che possono essere tantissime, in tre macro-gruppi:

Il vuoto
: noia, apatia, mancanza di appagamento personale e soddisfazione dei propri bisogni, mancanza di stimoli e di motivazione nella propria realtà, voglia di evadere dal quotidiano.

Voglia di trasgressione: esigenza o opportunità di vivere esperienze proibite, di eludere le regole e gli schemi, di sentirsi diversi, di assecondare impulsi "illeciti", di lasciarsi andare alla trasgressione.

Bisogno di un rifugio: staccare la spina, evadere anche solo per qualche minuto dalle responsabilità, dai doveri, dalla polverosa normalità del quotidiano, sentirsi attratti da ciò che fa dimenticare i problemi.

Voglia di scappare: Ricercare una via d'uscita dalla sofferenza emotiva, dalle preoccupazioni, dal disagio psichico o fisico, dal bruciore di ferite mai sanate. 

Può accadere a tutti di perdere la via, di avere bisogno di un aiuto, di una strada risolutiva, ed invece ci si ritrova nell'apparente risposta più semplice e immediata. Dentro quella "cosa" che ci aumenta i problemi.
Cadere in una dipendenza è proprio questo: vivere una difficoltà o un disagio e precipitare in qualcosa di ancora più distruttivo, psicologicamente isolante e fisicamente demolente.

E' la "classica" risposta sbagliata ad una giusta esigenza: sentirsi meglio, sentirsi bene.

DENTRO LA DIPENDENZA
Per dipendenza intendiamo un’alterazione del comportamento che da semplice o comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere, caratterizzate da uso continuativo e rischioso di sostanze, mezzi o comportamenti nonostante le conseguenze e scarso controllo sul suddetto uso.

I tipi di dipendenze più diffuse sono quelle chimiche, ovvero  da sostanze quali tabacco, alcool, droghe, farmaci. La dipendenza da sostanze stupefacenti per esempio, è una delle più note e diffuse in assoluto.

Alcol, fumo e droghe ogni anno stravolgono la vita di milioni di persone al mondo, in quanto sono sostanze psicoattive, cioè in grado di innescare il meccanismo della dipendenza nel cervello: forniscono un’alterazione della produzione di neurotrasmettitori, specialmente la dopamina, coinvolti nei processi legati alla gratificazione e alla ricompensa.
Tutte le sostanze infatti fanno leva proprio sull’incremento del rilascio di dopamina nel cervello, la cosiddetta "molecola del piacere"; tale molecola è inoltre in grado anche di rafforzare il ricordo della sensazione piacevole, spingendo a cercare la sostanza ancora e ancora. Un fenomeno fisico e psicologico che rende schiavi e tende a cancellare l'interesse per tutto il resto.

UN PO' DI DATI
Con qualche dato alla mano cerchiamo di rendere più chiaro quanto la dipendenza da stupefacenti (anche quelli legali come alcol e fumo) sia dilagante e pericolosa:

Fumo: l’Italia è in Europa il paese con il tasso più elevato di 15-16enni fumatori (37%, dati Espad EU 2015).

Alcool: in Italia sono 69mila gli alcoldipendenti (in aumento), di cui l’1% sotto i 19 anni e il 30% sotto i 30 anni (dati Ministero della Salute, 2017).

Droghe: in Italia la cannabis si conferma la sostanza psicoattiva illegale più diffusa. Quasi un terzo dei 15-19enni (pari al 31,4%m circa 804mila), l’ha utilizzata almeno una volta nella vita. Il 25,8% (circa 640mila) ne ha fatto uso nell’ultimo anno (dati Espad Italia 2017). L’Italia è inoltre sopra la media europea di ragazzi che consumano droghe di diversa natura in cui rientrano anfetamine, cocaina, eroina ed ecstasy (il 7% contro una media europea del 5%, dati Espad EU 2015)

DIPENDENZA COMPORTAMENTALE
Cresciute negli ultimi anni, esistono anche le dipendenze comportamentali,
in cui l’oggetto della dipendenza non è una particolare sostanza, ma, appunto, un comportamento: gioco d’azzardo, cibo, internet, sesso, tecnologie, social network.

Le azioni e i processi legati alla dipendenza comportamentale sono volti a dare piacere: ogni comportamento è volto alla soddisfazione dell’impulso ad agire secondo il desiderio.
Inoltre viene riscontrata un'enorme difficoltà a controllare o evitare l’atteggiamento in questione e anche se si è consci che esistono importanti conseguenze negative, ci si sente incapaci a controllare la sua messa in atto.

Sia la dipendenza chimica sia quella comportamentale, appartengono a tutti i contesti sociali e culturali e provocano sindromi di assuefazione ed astinenza; possiamo definirle allo stesso modo pericolose e assomigliano moltissimo, nelle caratteristiche e nelle conseguenze, alla tossicodipendenza, in quanto sono caratterizzate da un coinvolgimento comportamentale compulsivo, associato ad un ridotto interesse in altre attività e a sintomi fisici e mentali quando si prova a interrompere tale relazione.

Al netto di tutto, possiamo affermare che qualsiasi tipo di dipendenza comporta importanti fattori di rischio per la salute psicofisica, sia per quanto riguarda la sfera individuale, che sociale. Le dipendenze monopolizzano la mente della persona che non riesce a pensare ad altro, finendo per emarginarsi e venendo sempre di più risucchiato nel vortice della dipendenza stessa. Diventa un vero e proprio rapporto di subordinazione, un legame indissolubile e infrangibile di “obbedienza” e sottomissione.

COME USCIRE DAL TUNNEL?
Come possiamo a spezzare le catene che ci legano alla necessità di attuare la dipendenza a cui ci sentiamo tanto legati?
Come possiamo rinunciare al piacere e al sollievo che solo grazie essa siamo convinti di raggiungere?
Come possiamo rompere il circolo vizioso, superare questo grande ostacolo alla nostra felicità e stabilità, ritrovare il nostro equilibrio, ed abbracciare un nuovo stile di vita che renda ugualmente felici con una vita sana?

Ma come prima cosa è fondamentale essere coscienti della propria dipendenza, poiché spesso si è convinti non si tratti di un problema e soprattutto si pensa di essere in grado di abbandonarla quando si vuole, anche se in realtà non è così.

Una volta riconosciuti questi aspetti, è bene tramite la terapia, individuarne i possibili motivi e lavorare a fondo su di essi. Spezzare il circuito della dipendenza, che si tratti di sostanze o di comportamenti, è uno sforzo davvero importante, richiede consapevolezza, determinazione, sacrificio, molta volontà e coraggio.

Tutti, con l’adeguato sostegno e supporto, sono in grado di uscirne, più forti di prima.
Non esitiamo nel chiedere aiuto, è il primo passo per uscire dal turbinio in cui ci troviamo, è la strada giusta per quietare il mare in burrasca che abbiamo dentro.

Informazioni: 
Ad Arbor Vitae si può contare su numerosi professionisti nel sostegno psicologico e clinico, è sufficiente contattare la segreteria (0541 24822 - segreteria@centroarborvitae.it) e chiedere informazioni per essere indirizzati verso la figura e il percorso più adatto alla propria situazione (i servizi sono a Rimini, Riccione, Savignano, anche on-line).

 

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