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Autostima ai tempi dei social

03/03/2022

Quanto dipendi dai like e dai followers? Non perderti nel riflesso degli altri

Erroneamente, spesso tendiamo a pensare che il grado di autostima dovrebbe variare in base a ciò che si è e a ciò che si fa, alle azioni che compiamo e che ci contraddistinguono, al nostro operato nel quotidiano, nella famiglia, nel lavoro, nella socialità e per la collettività.

Quando eccelliamo in qualcosa ci sentiamo potenti, ci sentiamo forti ed invincibili. Se siamo brillanti nel nostro lavoro, se ci distinguiamo nello sport, siamo bravi genitori, se compiamo azioni buone e ci sentiamo brave persone, se aiutiamo gli atri, se siamo bravi studenti, se ci sentiamo informa, fisicamente attraenti e prestanti, se abbiamo raggiunto grandi traguardi nella vita, dovremmo, in teoria, avere una percezione di noi stessi alle stelle.

Purtroppo la concretezza della realtà non sempre ci fa sentire al massimo. Non sempre riusciamo a giudicarci positivamente, nonostante le nostre vittorie.
E questo può variare da diversi aspetti, può essere a causa di una nostra insicurezza personale, può essere a causa di nostri vissuti trascorsi o di una ricerca costante della migliore versione di noi e quindi da un'ambizione più o meno spropositata. Oppure, molto più frequente nei tempi attuali, può essere inficiata dal giudizio che gli altri hanno di noi e dalla nostra capacità o incapacità nel tenerne conto.

L'autostima, per l'appunto non è sempre l'opinione che abbiamo di noi stessi in base al nostro operato, ma tende più ad essere, come definirono Charles Horton Cooley e George Herbert Mead (due importanti sociologi di fine 800, tra i principali teorici dell'interazionismo simbolico e dell'io riflesso, secondo cui l'Io di una persona è il risultato delle interazioni interpersonali nell'ambito sociale e di ciò che gli altri percepiscono di noi) un prodotto che scaturisce dalle interazioni con gli altri, che si crea durante il corso della vita come una valutazione riflessa di ciò che le altre persone pensano di noi.
Nulla di più attuale.

Oggi la nostra autostima viene totalmente messa a repentaglio dalle immagini sugli schermi dei nostri smartphone, dal quantitativo di like che riscuotiamo, dagli apprezzamenti online che riceviamo, dal numero di followers che abbiamo, dal quantitativo di persone che guardano le nostre stories e i nostri post.
Si attiva una vera e propria "dipendenza" dai like, una costante ricerca di apprezzamento virtuale, prospettata e catapultata in un mondo fittizio, non reale in cui però viviamo e in cui la nostra quotidianità viene completamente risucchiata ed assorbita.

I social network bombardano la percezione che abbiamo di noi stessi, più dei rapporti umani e dei mezzi di comunicazione in tempi passati.
Attraverso le piattaforme virtuali mettiamo in mostra le nostre vite cercando di farle apparire brillanti, facili, spropositate, meravigliose, quasi perfette, anche quando la quotidianità risulta dura e totalmente opposta a ciò che mostriamo.
Cerchiamo di mostrarci sempre belli, ordinati, fisicamente atletici, estremamente sorridenti, esponenzialmente felici, dei veri vincitori.

E così ci ritroviamo ad essere completamente schiavi di un semplice numero su un display che decide le sorti di una cosa estremamente personale come la nostra autostima, e che ci fa preoccupare non di come noi ci percepiamo allo specchio, ma di come gli altri percepiscono noi e, per giunta, attraverso i nostri profili social e non nella vita reale. Perchè spesso, più basso è il numero di like ricevuti ad un post, tanto più lo è la considerazione che abbiamo di noi stessi.

Senza contare poi, che gli attuali modelli di riferimento di bambini, adolescenti e spesso anche adulti, sono i famosi influencer.
L'influencer, così come lo definisce la Treccani, è un personaggio popolare in rete, che ha la capacità di influenzare i comportamenti e le scelte di un determinato gruppo di utenti e, in particolare, di potenziali consumatori, e viene utilizzato nell’ambito delle strategie di comunicazione e di marketing.

Sono particolari utenti che sono in grado, grazie alla loro riconosciuta (o considerata tale) competenza ed una notevole esposizione, di amplificare pareri, messaggi, opinioni, andando così ad influenzare gli utenti. Una capacità che è diretta emanazione della loro reputazione, che sono riusciti a costruirsi e che spinge la gente a fidarsi di loro. È così che diventano un punto di riferimento da cui attingere considerazioni attendibili e veritiere.

Come possiamo cercare di emulare questi noti influencer, senza rischiare di cadere in una sorta di "depressione" o quantomeno conflitto interiore, quando poi ci rendiamo conto che la nostra realtà non corrisponde affatto alla loro e a quanto visto sui social network?

Tutto ciò può generare frustrazione e disagio, inoltre costituisce un bombardamento di informazioni che sicuramente influisce sulla nostra autostima.

E' fondamentale cercare di coltivare una visione di se e della propria vita che sia il più possibile aderente alla realtà e allo stesso tempo aperta al suo miglioramento. Sogni, desideri, ambizioni e mete da raggiungere sono legittime e sono lievito per la nostra volontà e il nostro entusiasmo verso la vita. Proprio per questo è importante non perderci in "falsi miti" che invece di stimolarci in modo concreto, senza che ce ne accorgiamo, ci allontanano da noi stessi e dalla nostra realizzazione.

Qual è la giusta via di mezzo, adatta a noi, con cui rapportarci a persone e situazioni che possono ispirarci, senza condizionarci?
A volte non è semplice e immediato capire la strada giusta e percorrerla, a volte può essere necessario chiedere un aiuto per ritornare a se stessi in modo più autentico e continuare il proprio cammino.

Al centro Arbor Vitae (con sede a Rimini, Riccione, Savignano) è attivo un servizio dedicato alla dipendenza da social e web, oltre naturalmente alla possibilità di prenotare sedute di sostegno psicologico rispetto a problematiche legate all'autostima e non solo.
Per informazioni: 0541 24822 - segreteria@centroarborvitae.it

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