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I disturbi di apprendimento affliggono bambini che in genere non hanno disabilità particolari, ma possono rendere loro difficile la vita a scuola.


Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA): 

Con questo termine ci si riferisce ai disturbi selettivi delle abilità scolastiche 

«...che si manifestano in presenza di capacità  cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire  una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana... » (LEGGE 8 ottobre 2010 , n. 170)

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono:

  • Dislessia : difficoltà nell’apprendimento della lettura, nelle componenti di rapidità ed accuratezza.
  • Disortografia: difficoltà dell'automatizzazione delle regole ortografiche in fase di  scrittura (processo linguistico)
  • Disgrafia: difficoltà nella realizzazione grafica della scrittura ( aspetto motorio)
  • Discalculia :difficoltà nell’automatizzazione dei sistemi del numero e del calcolo

Rif.: http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/dsa

L’individuazione precoce del DSA è possibile già a partire dalla metà della prima classe della scuola primaria. L’arco evolutivo tra la prima classe  e la fine della seconda classe della scuola primaria rappresenta un periodo fondamentale per allenare al massimo l’abilità metafonologica : un’abilità che parte proprio durante l’esposizione alla lettura e alla scrittura ossia (pensare i suoni o più precisamente i fonemi che compongono le parole e come essi sono in rapporto tra loro all’inerno della parola)

Nella maggioranza dei casi (80% circa) primo buon predittore del DSA è il DSL

La diagnosi di DSA avviene tramite una  valutazione neuropsicologica link  mirata al riconoscimento del disturbo e alla definizione del piano di trattamento. 

Balbuzie  

La balbuzie è tutto ciò che si fa per non balbettare. Essa diminuisce quanto meno si cerca di nasconderla. (W. Johnson)

Ricordo bene quale grave balbuziente sono stato. Quando vedo un balbuziente ricordo me stesso, la mia prognosi sfavorevole, la mia debolezza, la mia mancanza di speranza. Vedo in lui forze e risorse che io non avevo. Se ho potuto fare ciò che ho fatto, allora anche lui può fare lo stesso. Questa mia fede è autentica ed è grazie ad essa che come clinico ho ottenuto dei risultati. (C. Van Riper).

Nella letteratura internazionale la balbuzie è definita come un disturbo complesso multifattoriale e multidimensionale determinato da fattori fisiologici,, genetici,, ambientali,, psicologici (Rustin 1986; Manning, 2001; De Nil & Conture 2005; Bloodstain & Ratner 2008).

La complessità della balbuzie è tale perché essa non è soltanto un problema di fluenza ma è una condizione che coinvolge l’intero individuo e come afferma Sheenan (1984) definire la balbuzie unicamente come un problema di fluenza equivale ad ignorare l’individuo, i suoi sentimenti e l’importanza che essa ha nella sua vita.

Il lavoro  sulla balbuzie e sulla persona può riguardare l’età prescolare fino all’età adulta con modalità differenti  e tenendo sempre presente le peculiarità del disturbo di ciascuna persona: come esso si esprime e come la persona affronta la sua condizione.

È possibile prenotare presso il Servizio un colloquio informativo gratuito. 

www.balbuzie.it | www.stutteringhelp.org | www.isastutter.org | www.stammering.org


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