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"Se i bambini potessero farci partecipi di quello che nei primi mesi della loro esistenza accade dentro di loro, balbetterebbero una filosofia Kantiana" Paul Deussen


Il concetto di sviluppo insito nel termine “età evolutiva” comporta un’associazione diretta al movimento verso qualcosa, al cambiamento. Ogni età ha il suo appuntamento con modifiche fisiologiche organiche e psichiche. Alcuni apprendimenti sono fisiologici, naturali: basti pensare al linguaggio o alla deambulazione, abilità che compaiono e si evolvono spontaneamente in un arco di tempo ben specifico, seppur con ragionevoli differenze inter individuali.

Ogni volta che impariamo qualcosa, che percepiamo un odore, una forma, una sensazione, qualcosa si modifica nell’architettura complessiva delle nostre connessioni sinaptiche (micro connessioni tra cellule nervose) poichè ogni stimolo proveniente dal mondo esterno viene elaboralto e categorizzato in maniera più o meno funzionale. La plasticità del nostro cervello ossia la capacità di apprendere in maniera consapevole ed inconsapavole (e quindi di stabilire nuove connessioni tra cellule spegnendone delle altre), fa in modo che ogni esperienza ed ogni apprendimento si integrino e si consolidino tra loro preparando fasi successive di sviluppo. In Questo modo ciascun essere umano sin dal giorno della sua nascita capitalizza per il suo futuro pur senza una totale coscienza immediata di ciò che sta apprendendo( nessuno ricorda cosa è accaduto durante i primi due anni di ivita).

Le componenti genetiche biologiche ed ambientali intrecciandosi fanno in modo che ciascuno di noi risulti un essere sempre più unico. Proviamo ad osservare un gruppo di bambini a tavola ciascuno di loro avrà il proprio modo di svolgere la stessa attività, in maniera personalizzata ed in maniera più o meno funzionale.

L’ unicità si manifesta anche nel modo di crescere: ognuno ha il suo ritmo. Crescendo alcune abilità potranno manifestarsi a ritmi differenti, rispettando la prorpria unicità e in alcuni casi rispecchiando una distanza maggiore rispetto alla norma attesa. 

La necessità di una richiesta di un consulto specialistico nasce : dalla mancata osservazione di tali “apputamenti fisiologici” , da una una difficoltà percepita dalla famiglia del bambino o dallo stesso adolescente, da situazioni problematiche all’interno della coppia o del nucleo familiare o ancora da situazioni concatenate.

 

Il Servizo di Psicologia dell’ Età Evolutiva è rivolto  a bambini , adolescenti e alle loro famiglie.

L’equipe si compone delle seguenti figure professionali : 

Dott.ssa Annamaria Apolito (psicologa)

Dott.ssa Elisa Tosi (logopedista)

Dott.ssa Serena Santi (psicomotricista)

Referente del servizio: dott.ssa Annamaria Apolito 

 

Il Servizio propone diverse  aree d'intervento ognuna preceduta da un primo colloquio: Il primo colloquio rappresenta un momento di conoscenza e familiarizzazione del bambino o adolescente  e dei sui genitori con il terapeuta e rappresenta il momento in cui è possibile esporre dubbi e cercare risposte ai propri interrogativi. 

Al termine del colloquio si proporrà un’ eventuale piano d’intervento. 

e dal colloquio anamnestico → Il colloquio anamnestico consiste  nel raccogliere in maniera dettagliata le informazioni del percorso di sviluppo del bambino in diversi ambiti: fisiologico, motorio, linguistico, cognitivo, emotivo/relazionale e comportamentale.

Spesso il colloquio anamnestico coincide con il primo colloquio clinico. 

 

1 - Area linguistica: 

consulenza – osservazione/ valutazione – trattamento 

 

  • Parlatori Tardivi o Late talkers Rientrano in questa categoria tutti i bambini nei quali la comparsa del linguaggio è ritardata per età, in termini di ricchezza di vocabolario espressivo intorno ai 24 mesi, e/o assenza di linguaaggio combinatorio a 30 mesi [Thal et al. 1997; Thal e Bates 1988]). La letteratura internazionale evidenzia come un ritardo di linguaggio in età precoce possa essere un indice predittivo di successivo Disturbo Specifico di Linguaggio (DSL),link [ Bishop et al 1987; Thal e Bates 1988]

 

 

L’ individuazione precoce  degli indici di rischio di un possibile Disturbo di Linguaggio permette di mettere in atto un percorso d'intervento precoce. Tale intervento ha l'obiettivo:

- di far rientrare gli aspetti critici dello sviluppo atipico del linguaggio qualora non fosse un DSL

-di agire e contenere le conseguenze cognitivo-linguistiche e comportamentali del Disturbo Specifico di Linguaggio  

Il DSL risulta essere il miglior predittotre dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)

 

 

  • Disturbo Specifico di Linguaggio 

 

Il Disturbo Specifico di Linguaggio (DSL) è un disturbo di natura neurobiologica  che si manifesta in assenza di altri disturbi, cognitivi, sensoriali o relazionali la prevalenza del disturbo varia da 5-6% età prescolare a 1-2,5 % in età scolare.

Esso è' preceduto da un ritardo linguistico (dai 4-5 mesi ai 3 anni) ,rispetto le tappe evolutive (lallazione, babling variegato, prime parole, prime frasi), che non rientra spontaneamente e tende a persistere, evolvendosi in disturbo.    

I bambini con DSL presentano difficoltà di vario grado nella comprensione, produzione ed uso del linguaggio, in una o in tutte le aree del linguaggio (fonologia, lessico, semantica, sintassi, pragmatica ) ed una evoluzione nel tempo che varia in rapporto alla gravità e persistenza del disturbo [Chilosi,Cipriani 2002].Tutto questo a parità di efficienza cognitiva (specifico).

Le tipologie di DSL sono rappresentate da una varietà di quadri e profili; in particolare  la classificazione dei disordini linguistici secondo Rapin (1996) suddivide il disturbo primario in: 

- Recettivo/Espressivo  : il bambino presenta una severa difficoltà nella comprensione linguistica e nella produzione verbale rispetto l'età cronologica; data la severità del disturbo, è necessaria una presa in carico il più precoce  possibile; l'inquadramento diagnostico è possibile già a 3 anni di età. 

- Espressivo : il bambino presenta una comprensione linguistica adeguata per l'età cronologica, mentre può manifestare difficoltà di diversa entità nella produzione verbale (semplificazioni di parole, semplificazioni di frasi, scarso vocabolario, scarsa intelligibilità); l'inquadramento diagnostico è possibile già a 3 anni. 

- Disturbo nei processi linguistici integrativi: vengono inetressate l’area lessicale e pragmatica. 

Il DSL necessita un inquadramento diagnostico tramite  una valutazione neuropsicologica, la quale permetterà di stabilire uno specifico trattamento logopedico: esso ha l'obiettivo di implementare le aree linguistiche deficitarie . Senza un intervento adeguato, il disturbo tende a persistere causando un impatto negativo in altre sfere della vita del bambino (comunicativa, psicologica, relazionale, sociale) perchè  la sua produzione è inintelligibile oppure non riesce a comprendere le consegne verbali. 

Inoltre un DSL non trattato o trattato troppo tardivamente, aumenta il rischio  di ripercussioni negative anche negli apprendimenti futuri (lettura, scrittura, abilità matematiche), evolvendosi in un Disturbo Specifico di Apprendimento.  Nella letteratura (....), infatti, è confermata l'esistenza di un continuum tra linguaggio orale e linguaggio scritto.   

 

2. Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA): 

Con questo termine ci si riferisce ai disturbi selettivi delle abilità scolastiche 

«...che si manifestano in presenza di capacità  cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire  una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana... » (LEGGE 8 ottobre 2010 , n. 170)

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono :

Dislessia : difficoltà nell’apprendimento della lettura, nelle componenti di rapidità ed accuratezza.

Disortografia: difficoltà dell'automatizzazione delle regole ortografiche in fase di  scrittura (processo linguistico)

Disgrafia: difficoltà nella realizzazione grafica della scrittura ( aspetto motorio)

Discalculia :difficoltà nell’automatizzazione dei sistemi del numero e del calcolo

 

Rif. : http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/dsa

 

L’individuazione precoce del DSA è possibile già a partire dalla metà della prima classe della scuola primaria. L’arco evolutivo tra la prima classe  e la fine della seconda classe della scuola primaria rappresenta un periodo fondamentale per allenare al massimo l’abilità metafonologica : un’abilità che parte proprio durante l’esposizione alla lettura e alla scrittura ossia (pensare i suoni o più precisamente i fonemi che compongono le parole e come essi sono in rapporto tra loro all’inerno della parola)

Nella maggioranza dei casi (80% circa) primo buon predittore del DSA è il DSL

La diagnosi di DSA avviene tramite una  valutazione neuropsicologica link  mirata al riconoscimento del disturbo e alla definizione del piano di trattamento. 

 

 

3. Balbuzie  

La balbuzie è tutto ciò che si fa per non balbettare. Essa diminuisce quanto meno si cerca di nasconderla. (W. Johnson)

Ricordo bene quale grave balbuziente sono stato. Quando vedo un balbuziente ricordo me stesso, la mia prognosi sfavorevole, la mia debolezza, la mia mancanza di speranza. Vedo in lui forze e risorse che io non avevo. Se ho potuto fare ciò che ho fatto, allora anche lui può fare lo stesso. Questa mia fede è autentica ed è grazie ad essa che come clinico ho ottenuto dei risultati. (C. Van Riper)  

 

Nella letteratura internazionale la balbuzie è definita come un disturbo complesso multifattoriale e multidimensionale determinato da fattori fisiologici,, genetici,, ambientali,, psicologici (Rustin 1986; Manning, 2001; De Nil & Conture 2005; Bloodstain & Ratner 2008).

La complessità della balbuzie è tale perché essa non è soltanto un problema di fluenza ma è una condizione che coinvolge l’intero individuo e come afferma Sheenan (1984) definire la balbuzie unicamente come un problema di fluenza equivale ad ignorare l’individuo, i suoi sentimenti e

l’importanza che essa ha nella sua vita.

 

Il lavoro  sulla balbuzie e sulla persona può riguardare l’età prescolare fino all’età adulta con modalità differenti  e tenendo sempre presente le peculiarità del disturbo di ciascuna persona: come esso si esprime e come la persona affronta la sua condizione.

 

È possibile prenotare presso il Servizio un colloquio informativo gratuito. 

www.balbuzie.it/

http://www.stutteringhelp.org/ ; http://www.isastutter.org/

http://www.stammering.org/

 

4. Area  Motoria

Disprassia Evolutiva: La Disprassia Evolutiva è una difficoltà nel  pianificare, programmare ed eseguire una serie di movimenti deputati al raggiungimento di uno scopo o di un obiettivo,sebbene nel DSM IV  venga inclusa nella definizione di DCD (Disturbi della Coordinazione Motoria), ovvero un disturbo nel quale le prestazioni in compiti di coordinazione motoria, fini o grosso motori, sono significativamente al di sotto del livello atteso rispetto all'età e allo sviluppo intellettivo.

Il bambino disprattico viene spesso considerato, pigro, svogliato o peggio poco intelligente.

La disprassia evolutiva ha una buona comorbilità con altri disturbi come il Disturbo Specifico di Apprendimento, Disturbo Specifico di linguaggio, Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività.

Il livello di frustrazione di questi bambini e dei loro genitori può essere particolarmente elevato, poichè vi sono difficoltà oggettive nel rispondere alle richieste dell’ambiente.

È fondamentale,pertanto, agire precocemente nel riconoscimento degli indici di rischio in età precoce. 

Il lavoro di diagnosi e trattamento della disprassia evolutiva può richiedere più figure professionali : pediatra, neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista.

 

5.  Valutazione Neuropsicologica: 

La Valutazione neuropsicologica in età evolutiva prevede l’approfondimento di importanti aree cognitive e prevede da uno a due inconti preliminari con i genitori del minore.

La valitazione neuropsicologica comprende : il colloquio anamnestico, la valutazione dell’area neuropsicologica, il colloquio di restituzione alla famiglia, la stesura della relazione clinica e il contatto col la scuola.

 

- Colloquio anamnestico 

Il colloquio anamnestico consiste  nel raccogliere in maniera dettagliata le informazioni del percorso di sviluppo del bambino in diversi ambiti: fisiologico, motorio, linguistico, cognitivo, emotivo/relazionale e comportamentale.

Spesso il colloquio anamnestico coincide con il primo colloquio clinico. 

 

-  Valutazione:

  degli aspetti cognitivi (attenzione, memoria, pianificazione)

  del linguaggio

  delle abilità motorie e prassiche 

  delle aree degli apprendimenti (lettura, scrittura, calcolo)

  degli aspetti emotivi e comportamentali

 

- Colloquio di restituzione : durante il quale la famiglia e il bambino/adolescente vengono informati delle conclusioni tratte dall’osservazione clinica e sull’intervento da intraprendere. Verranno inoltre suggerite indicazioni specifiche sul’organizzazione del lavoro scolastico a casa e su eventuali strategie comportamentali laddove ve ne fosse necessità.

- Stesura della relazione clinica diagnostica e di trattamento : alla famiglia viene consegnata la sisntesi diagnostica scritta inerente il percorso di osservazione e valutazione clinica effettuate e delle eventuali indicazioni terapeutiche  da intraprendere successivamente.

- Contatti con la scuola: allo scopo di costruire una rete di rapporti tra le principali agenzie educative coinvolte nella vita del bambino (famiglia- scuola). Pianificare insieme al team di docenti le strategie di lavoro da attuare in classe e garantire una continuità di al di fuori dello spazio scolastico.

 

6. Valutazione dello Squilibrio Muscolare Orofacciale in rapporto a Malocclusione Dentale 

Negli ultimi anni viene considerata con maggiore attenzione l'importanza della relazione esistente tra le strutture muscolari e scheletriche orofacciali e le funzioni orali in età evolutiva. Infatti nel bambino intorno al I anno d'età  ha inizio un cambiamento sia strutturale sia funzionale del distretto orofacciale che favorisce l'acquisizione di un'alimentazione autonoma e lo sviluppo armonico di strutture e funzioni fondamentali per la vita del bambino:

 

  • la struttura scheletrica orofacciale
  • la muscolatura orofacciale  
  • le funzioni orali (fonazione, deglutizione, masticazione) e respiratorie presenti in tale struttura. 

 

Durante l'età evolutiva (dai 3 anni in poi) può accadere che queste strutture e queste funzioni non si evolvano in modo tipico per cause di varia natura, come ad esempio per cause organiche (ipertrofia del tessuto adenoideo..) o per atteggiamenti del bambino prolungati nel tempo che stabiliscono abitudini viziate (suzione del dito..).

Ad esempio un'ostruzione nasale, causata da stati infiammatori frequenti (riniti croniche o allergiche, ipertrofia del tessuto adenoideo..), può determinare una necessità da parte del bambino di mantenere una postura labiale e orale non fisiologica (bocca aperta) per poter respirare; se tale postura viene mantenuta, il bambino diventa un respiratore orale. 

La respirazione orale causa a sua volta un abbassamento ed una protrusione della lingua e quindi un'alterazione della postura linguale fisiologica (punta della lingua sulle pieghe palatine); questa postura deviata può:

 

  • alterare le funzioni come deglutizione e fonazione, nelle quali la lingua tende a presentare una postura anteriorizzata e/o interdentalizzata 
  • causare un'ipotonia linguale e labiale 
  • alterazione della funzionalità e della tonicità dei muscoli facciali
  • portare ad una malocclusione dentale.

 

Viceversa, in età evolutiva, atteggiamenti inadeguati per l'età e prolungati nel tempo (suzione del dito, ciuccio, biberon) possono determinare un'alterazione della forma orale  come ad esempio la formazione di un palato ogivale. 

Il palato ogivale è stretto e alto e la lingua sia per effetto della suzione prolungata sia per la conformazione del palato, non acquisisce una postura linguale fisiologica; per questo motivo il bambino tende  a stabilizzare una postura linguale scorretta che può portare alla manifestazione dello stesso quadro riportato sopra. 

La manifestazione di questo complesso quadro viene definito Squilibrio Muscolare Orofacciale in rapporto a Malocclusione Dentale.

Gli Specialisti che si occupano di questi aspetti sono:

 

  • il Logopedista che è l'operatore sanitario la cui attività, in tale ambito, è volta alla prevenzione, alla valutazione e al trattamento riabilitativo delle funzioni orali
  • L'Ortodonzista la cui attività è volta alla valutazione e alla decisione di un piano ortodontico mirato allo sviluppo armonico delle strutture ossee orali, facciali e dentali 
  • L'Otorinolaringoiatra/ Foniatra che in questo ambito è fondamentale per una valutazione oggettiva della pervietà e dello stato delle vie aeree.

 

Visto il coinvolgimento specifico di più aspetti è fondamentale una presa in carico e un intervento multidisciplinare per una adeguata risoluzione della problematica.

 

7. Valutazione e trattamento dei Disturbi della voce in età evolutiva

Come gli adulti, anche i bambini presentano frequenti problemi di voce (Disfonia Infantile)

La voce rappresenta un fondamentale mezzo di comunicazione per relazionarci con gli altri. Essa, però, rappresenta troppo spesso una funzione automatica, presente da sempre e tendiamo a non considerarla come invece meriterebbe.

Anche con i bambini abbiamo la tendenza a stare più attenti a quello che dicono e non a come lo dicono. 

L'uso eccessivo della voce, l'abitudine ad usare forti intensità e a parlare in modo frettoloso, rappresentano aspetti che non favoriscono la sua tutela e la sua integrità. Di conseguenza diventa importante supportare il bambino nel mantenimento di uno strumento così essenziale per la sua vita sociale e per il suo bisogno di comunicare.  

Il Logopedista che, in questo ambito, si occupa della rieducazione della voce, lavora in sinergia con la figura del Medico Foniatra il quale effettua un esame obiettivo e una valutazione funzionale delle vie aeree, in particolare della laringe. 

 

8. Consulenza nell’area della Psicopatologia dello Sviluppo: 

La Psicopatologia dello Sviluppo considera l’ emergere e lo stabilizzarsii di comprtamenti che per eccesso o/e carenza falliscono il raggiungimento di un obbiettivo,  risultando «disadattivi», poco funzionali. L’inadeguatezza del comportamento, definito disadattivo, spesso si basa su una fragilità endogena, su un contesto ambientale/ familiare sfavorevole o sull’ intreccio di entrami i fattori. 

Il Servizio si rivolge alle seguenti aree della Psicopatologia dello Sviluppo :

- Sindromi ansiose e depressive nell’infanzia e nell’adolescenza

- Disturbi comportamentali : Disturbo da deficit di Attenzione ed Iperattiività (ADHD), Disturbo oppositivo Provocatorio (DOP), Disturbo della Condotta (DC)

- Disturbi della relazione e dell’ attaccamento

 

 

9. Consulenza e formazione

- Asili nido

- Docenti di 

 

  • Scuola dell'Infanzia
  • Scuola Primaria  
  • Scuola Secondaria di primo e secondo grado 

 

 

Riferimenti Bibliografici e Sitografia 

 

- http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/dsa

- http://www.balbuzie.it/

- http://www.stutteringhelp.org/ ;

- http://www.isastutter.org/

- http://www.stammering.org/

- http://www.aidee.it/iscrizione.php

- http://www.dyspraxiafoundation.org.uk/index.php

- http://www.aidaiassociazione.com/

- http://www.aiditalia.org/

- Manuale diagnostico Statistico dei Disturbi mentali DSM-IV-TR (American Psychiatric Association 2000)

- International Classification of Diseases  ICD- 10 , 2000, OMS.

- Guidetti V., Galli F., Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, 2006 , Ed. Il Mulino.

- Boncinelli E. La vita della nostra mente, 2011. Edizioni Laterza

- Murray F. P. La Balbuzie Prevenzione e terapia nel testo di riferimento dell’Associazione    Italiana per la Balbuzie, 2003, Edizioni Red.

- Pierotti P. Balbuzie c’è una via? 2010 , Edizioni AIBACOM Onlus.


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