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Una disciplina che considera lo sviluppo dell’individuo come un tutt’uno

Professionisti: dott. Alessandro Ghezzo

Che cos’è

La Neuropsichiatria Infantile è un’area della medicina che tratta di un particolare tipo di disarmonie che possono esistere o instaurarsi nel sistema uomo nella sua fase di sviluppo, disarmonie che si esprimono come un ampio spettro che va dalla sofferenza psichica alla disabilità.

La Neuropsichiatria Infantile è una disciplina che considera lo sviluppo dell’individuo come un tutt’uno, senza divisioni fra la dimensione fisica/organica e quella psicologica, e nella sua complessità di relazioni con gli altri individui e con l’ambiente. 

La valutazione, la diagnosi e il trattamento proposti fanno capo quindi ad un paradigma scientifico e medico che considera il bambino/adolescente nella sua complessità e la cura in un’ottica integrata.

 

 

Che cosa fa

Il Neuropsichiatra dell’Infanzia e dell’Adolescenza è il medico specialista che si occupa quindi di individui “in formazione” (fascia di età 0-18 anni) che nel corso del loro sviluppo presentino una serie di disequilibri tra cui: sintomi d’ansia, problemi del sonno, dell’umore, difficoltà comportamentali, di socializzazione, problemi alimentari, di controllo sfinterico, di apprendimento, ritardi/anomalie del linguaggio, difficoltà cognitive, disturbi dell’attenzione/iperattività oltre a tutta la gamma dei sintomi riferibili ad un ambito più specificamente neurologico.

Il Neuropsichiatra può aiutare un genitore a dirimere dubbi circa la normalità o la patologia di un determinato modo di essere, fare o pensare del proprio figlio, essendo in grado di rilevare quei segnali fondamentali che servono ad esempio per attivare con tempestività efficaci interventi di prevenzione.

Il Neuropsichiatra dell’Infanzia e dell’Adolescenza molto spesso si avvale della collaborazione di altre figure professionali che lo aiutano ad approfondire le valutazioni con indagini più specifiche e a portare avanti il trattamento (Logopedista, Psicomotricista, Psicologo, Educatore, Fisioterapista).

 

 

 

Come

Il Neuropsichiatra Infantile accoglie la famiglia e nella prima visita valuta ed inquadra le difficoltà del bambino e le richieste dei genitori. La prima visita dura circa 60 minuti ed avviene generalmente solo in presenza dei genitori. Vengono raccolti i dati anagrafici e la storia del bambino, rispetto alle tappe dello sviluppo motorio, linguistico, cognitivo, relazionale e rispetto al percorso scolastico. Vengono valutate le patologie pregresse e gli eventuali accertamenti eseguiti in precedenza. L’incontro con il bambino avviene solitamente al secondo appuntamento e vengono osservate le modalità di interazione, di gioco spontaneo e la risposta del bambino alle attività proposte oppure viene svolto un colloquio clinico se l’età del ragazzo lo consente. Si esegue l'esame neurologico (a seconda dell'età e della collaborazione del bambino) e si propongono alcune prove strutturate che variano a seconda dell'età e delle difficoltà presentate. Al termine di questo secondo incontro viene condiviso con i genitori l'esito della consultazione e l’eventuale successivo percorso di approfondimento diagnostico al quale seguirà una restituzione finale. 

Nelle visite di controllo si valuta l'evoluzione complessiva e si verifica l'esito dei trattamenti proposti.

Questo percorso può avvalersi di:

- Valutazione psicodiagnostica del bambino (tramite osservazioni, colloqui e test );

- Valutazioni di sviluppo e cognitiva in età prescolare/scolare;

- Valutazione delle funzioni neuropsicologiche;

- Valutazione neurologica;

-  Messa a punto del piano di trattamento e coordinamento con l’equipe multiprofessionale qualora la natura delle problematiche richiedesse una presa in carico da parte di più operatori; 

 

- Esecuzione di interventi terapeutici diretti nella forma di: colloqui di sostegno con il bambino e con i genitori (spazi per una riflessione condivisa sulle difficoltà, per lo sviluppo delle emozioni legate ad esse e per la ristrutturazione di quei pensieri e comportamenti inefficaci nel percorso di  fronteggiamento delle stesse) e consulenze psicopedagogiche (forma di sostegno rivolto alla famiglia o ad altre figure che ruotano attorno al bambino come gli insegnanti finalizzata alla gestione pratica delle problematiche del bambino stesso, quando dovute a difficoltà transitorie o a veri e propri disturbi diagnosticati)

 

 

 


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