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La balbuzie: un universo che non ammette ignoranza


Cominciamo col dire che molto di ciò che si crede di sapere su tale disturbo del parlato, si basa su luoghi comuni e false credenze. In realtà la balbuzie è un disturbo molto complesso.

La ricerca scientifica sta facendo progressi nel fornire risposte in merito all’eziopatogenesi del disturbo; pur tuttavia siamo ben lontani dall’avere un quadro d’insieme unanime.

Si può sostenere con certezza, che la nostra meravigliosa macchina cerebrale è chiamata in causa, così come, quei magici mattoncini che trascrivono, tra l’altro, generazione dopo generazione, le nostre caratteristiche fenotipiche: colore degli occhi, dei capelli, altezza, predisposizione a malattie e disturbi... insomma non solo ciò che adoriamo di noi ma anche ciò che proprio non ci piace. Naturalmente, parlando di “mattoncini”, mi riferisco ai geni contenuti nel DNA.

So che molti di voi a questo punto si chiederanno: ma la ricerca che risposte ci da in merito alla cura? Dalla balbuzie si può guarire?

Come per molti altri disturbi la conoscenza delle sue caratteristiche, quelle più evidenti e quelle nascoste, nonché la conoscenza dei risvolti psicologici, è conditio sine qua non alla guarigione, intesa da me, in questo caso, come raggiungimento della fluenza e non come remissione totale dei sintomi. A tal proposito penso che mai come in questo caso valga citare un estratto di un antico trattato di strategia militare “Conosci il nemico, conosci te stesso, mai sarà in dubbio il risultato di 100 battaglie”.

In apertura, ho definito la balbuzie come un disturbo molto complesso, questo è il motivo per il quale è bene imparare a conoscerne ogni sua sfaccettatura.

La balbuzie è un disturbo che viene influenzato da molti fattori: biologici, temperamentali, emozionali; e la co-occorenza di tanti fattori spesso determina periodi di totale “blocco” nel parlato alternati a periodi di fluenza.

La balbuzie è un disturbo del parlato, che porta con se molteplici risvolti psicologici e comportamentali, spesso tutt’altro che alleati: sentimenti di vergogna, colpa, imbarazzo, albergano frequentemente nelle persone che balbettano. Comportamenti secondari meglio ancora resi con il termine “parassiti” compaiono inconsapevolmente nel corpo di chi balbetta, al momento dell’eloquio.

Il parlare fluentemente, per chi balbetta, non è solo una questione di volontà: non basta imporselo per riuscirci. Anzi spesso accade, che il voler raggiungere a tutti i costi un momento di fluenza, porti esattamente al suo opposto con conseguenti sentimenti di frustrazione ed impotenza.

Proprio come un iceberg la balbuzie mostra solo una parte di se stessa: il mondo non emerso è noto alla sola persona che balbetta.

La conoscenza delle caratteristiche manifeste del proprio disturbo e la consapevolezza della moltitudine di comportamenti ed atteggiamenti psicologici ad esso associati, è il primo fondamentale gradino per il raggiungimento ed il mantenimento della fluenza.

Tale impegno non coinvolge mai il solo diretto interessato bensì anche il contesto familiare, scolastico e lavorativo.

Il coinvolgimento della famiglia è fondamentale: è importante sapere quali sono i comportamenti da mettere in atto per agevolare la fluenza della persona che balbetta o per evitare quei comportamenti che invece potrebbero esacerbare la balbuzie.

Dall’età prescolare all’età adulta è possibile pianificare il lavoro per la fluenza: meglio il confronto nel gruppo dei pari, insieme ad un lavoro mirato alle strategie della fluenza (che diventeranno indicazioni).

Il percorso verso la fluenza è un impegno importante nei confronti di se stessi, che come detto, può partire sin da piccoli. Ancora più importante è la formazione e la conoscenza del disturbo da parte del o dei terapeuti: la balbuzie è un universo che non ammette ignoranza.

È importante affidarsi a professionisti seri che conoscano da vicino il disturbo: a tal proposito è importante ribadire che non esistono cure rapide e miracolose.

Per concludere, definirei la cura per la balbuzie “un percorso verso la fluenza che parte dalla conoscenza e dalla consapevolezza del proprio corpo e della propria mente”, dunque un lavoro tutt’altro che rapido o approssimativo.

Per approfondimenti:

Associazione italiana balbuzie e comunicazione A.I.BA.COM www.balbuzie.it

International Fluency Association (IFA) www.theifa.org

British stummering association www.stammering.org

Dott.ssa Annamaria Apolito

(Articolo tratto da Target, marzo aprile 2013)


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